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A Colle Val d'Elsa

I Master della Cinofilia

Oltre 700 cani a catalogo, un vero e proprio record! I Master della Cinofilia, organizzati dall’Arcicaccia e dal Csaa, nel weekend dell’ultima settimana di agosto, con campo base a Colle Val d’Elsa, hanno raggiunto livelli di partecipazione straordinari che poche volte, o forse mai, trovano eguali in Italia e in Europa. Un grande successo dovuto alla formula della manifestazione, ad iniziare dalle “card” d’accesso alle prove riservate a quei cani che avevano ottenuto almeno la qualifica di Molto Buono o di Eccellente necessarie per poter partecipare alla Coppa delle Regioni o alla Coppa dei Campioni.
Non cani qualsiasi, dunque, ma soggetti di comprovata qualità che nell’ultimo anno hanno dimostrato di possedere qualità cinofile di assoluto rilievo. E poi c’è da registrare una “missione” particolare dei Master: mettere in vetrina quelle razze da ferma e da cerca che non sempre trovano giusta attenzione sia in cinofilia e sia nella caccia. Per questo Arcicaccia e Csaa, d’intesa con le relative società specializzate, hanno voluto integrare la manifestazione con raduni e prove speciali dedicate agli spinoni, ai bracchi italiani, ai weimaraner, ai bracchi francesi, ai griffoni korthals e ai setter irlandesi, Una fiducia ripagata da una presenza significativa sia nelle prove di lavoro che in quelle espositive, con particolare riferimento ai weimaraner, agli spinoni e alle razze da cerca. Peraltro queste razze e i loro conduttori non sono stati certo a guardare i risultati conseguiti dagli altri ed anche per loro sono fioccate classifiche importanti financo a raggiungere la conquista dei cartellini nazionale ed internazionale.
Non c’è dubbio però che una buona organizzazione per una prova di caccia non potrà mai essere tale se non può contare su due ingredienti fondamentali: territori e selvatici. Quest’anno peraltro le cattive condizioni climatiche di aprile/maggio hanno messo a dura prova tutta la fase della riproduzione faunistica e nelle zone ripopolamento e cattura che sono state utilizzate per ben 63 batterie di cani (che numeri!) si è avvertito una minore presenza di covate di fagiani. Non che siano mancati gli incontri, tutt’altro, però spesso solo fagiani isolati hanno consentito ai cani di fare il loro mestiere. Alle associazioni venatorie e agli Atc della provincia di Siena, Grosseto, Firenze e Pisa (un’area vastissima di territorio) consegniamo questo dato di consapevole preoccupazione in modo tale da porre i migliori rimedi per la prossima stagione. Lo faranno come sempre con la dedizione e la competenza che fa di questa parte della Toscana una realtà guida per l’intero Paese anche per quello che ancora, sotto la spinta di dirigenti venatori incapaci di progettare il futuro e di amministratori “maneggioni”, si ostina a fare ripopolamenti pronta caccia di nessuna valenza scientifica ed umilianti per chi ama la caccia con la “c” maiuscola.
Un grazie particolare dunque alle centinaia di volontari e di guardie venatorie che offrono il loro impegno tutto l’anno per garantire adeguati risultati gestionali. Gli stessi volontari e le stesse guardie che pure in occasione dei Master si sono prodigati nell’accompagnare le batterie e dare consigli sullo svolgimento delle prove, tra loro anche il presidente provinciale del Csaa di Siena Paolo Guazzini e il presidente regionale del Csaa Toscano, Osvaldo Rossi. Lo diciamo senza mezzi termini: ci vorrebbe più rispetto da parte di alcuni concorrenti che per motivi futili, di nessun senso, si lasciano andare ad atteggiamenti arroganti e ingiustificabili dopo una prova andata male come solo non partecipando alla premiazione perché un eccellente senza cartellino è ritenuto lesivo della propria immagine o perché un barrage non è andato nel verso giusto. Accettare un giudizio e dimostrare sportività sono le qualità che consentono di dire bravi a quei volontari che faticano per il prestigio e gli interessi (anche quelli economici) dei professionisti della cinofilia, con tutto il rispetto per quei professionisti che rendono grande l’Italia nel mondo.
Torniamo ora alle prove. Prima giornata intensissima. Si inizia prestissimo con appuntamento alla zona addestramento cani di Boscona a Colle Val d’Elsa attrezzata per l’occasione dal circolo Arcicaccia locale guidato da Silvano Cantini sia per espletare tutte le procedure di segreteria e di controllo delle iscrizioni e sia per consentire sotto le accoglienti tensostrutture montate di far seguire alle premiazioni il pranzo conviviale, gradito da tutti i concorrenti e i giudici per la qualità del servizio offerto.
Si corre per conquistare la Coppa delle Regioni. In campo tutte le razze da ferma e da cerca. Nella libera cocker, giudicata da Fiorino Battaglia e Biagio Garofalo (Nedo Galantini, Franco Abati e Walter Crippa completano la giuria dei cani da cerca) il primo scudetto è assegnato a Michele Rota che porta all’eccellente Black. Da segnalare anche le prove dei cani di Marco Benvenuti, Andrea Bini, Massimo Vicari e Franco Grazioli.
Più combattuta ed agguerrita la prova dei “cugini” springer. In tre tornano con il Cac. Urca della Banda Alata di Andrea Cupini, Frusta di San Fabiano di Marco Geminiani e Dero della Banda Alata di Fausto Barbanera. Al barrage la concentrazione e la classe di Urca fanno la differenza. Buone prestazioni per i cani Massimo Gentili, Katia Perigie, Andrea Santerini, Lucio Volpi, Mirco Gori, Giovanni Butini, Maresco Migliori, Germano Nessi, Simone Michelucci.
Anche nelle cinque batterie degli italiani giudicate da Gianluca Luconi, Tullio Moretti, Luigi Cremonesi, Marco Ragatzu e Sergio Bianconi ( completano l’imponente giuria delle razze da ferma: Giovanni Barbieri, Paolo Berlingozzi, Mario Di Pinto, Daniele Gaddini, Brigitte Du Fay De Lavallaz, Sergio Marchetti, Sandro Pacioni, Riccardo Rosa, Francesco Balducci, Oscar Monaco, Luca Massimino, Luigi Nerilli, Amedeo Bovicelli, Riccardo Rosa, Gioacchino Murante, Giovanni Grecchi, Gualtiero Zanetti e Claudio Lombardi) è vera competizione e Venicio Tognolo non si concede distrazioni e non lo farà per tutte e tre le giornate.
Porta alla vittoria Bianca, una bracca italiana che conquista il Cac (alla fine anche il Trofeo Franco Logi – indimenticabile dirigente dell’Arcicaccia e fondatore della manifestazione – quale miglior bracco delle tre giornate) e che supera nel barrage Alboino, altro bracco, condotto da Tullio Bottani. Qualifiche anche per i bracchi di Ugo Pucciatti e di Gabriella Pittaro ed altri cani di Tognolo.
Nei continentali esteri accanto ai titani di sempre (Fabio Lascialfari, Roberto Scarpecci e Marco Selmi) si aggiunge la sorpresa di Luca Donzellini che porta un weimaraner di nome Ciro Marte al Cac. In quattro si presentano davanti alla giuria plurima per il podio della Coppa. E’ Niki, epagneul breton di Lascialfari che convince la giuria rispetto a Bliz, epagneul breton di Selmi, Gogi del Rade Savis, kurzhaar di Scarpecci e al già citato Ciro. In classifica altri cani di Scarpecci, Lascialfari e Selmi nonchè quelli di Massimo Ronca, Gianfranco Pollini, Loreno Matteuzi, Dario Raimondi Cominesi, Demetrio Medici, Giulio Rigamonti, con questi ultimi tre conduttori di weimaraner.
Negli inglesi, di contro, le qualifiche si contano sul palmo di una mano. Due cani del solito Libero Zagni con un setter inglese Kos del Zagnis sul gradino più alto del podio e un cane di Paggetti in classifica.
La giornata è proseguita all’Hotel Vecchia Cartiera con un seguitissimo workshop sul weimaraner con relazione svolta da Marco Ragatzu con la collaborazione del presidente e del vice presidente del Club, Dario Raimondi Cominesi e Massimiliano Zegna Baruffa.
A seguire si è svolta la cerimonia di consegna del premio dell’Oscar della Cinofilia alla presenza del sindaco di Colle Val d’Elsa, Paolo Brogioni, del vice presidente dell’Enci, Francesco Balducci, del presidente regionale dell’Arcicaccia Massimo Logi e del presidente del Consiglio nazionale dell’Arcicaccia Marco Ciarafoni, uno dei giurati insieme al presidente del Cisp Marco Lozza e del presidente della Sabi, Giuseppe Colombo Manfroni (rappresentanto in sede di premiazione da Flavio Lusetti) dell’ambito Oscar riservato a quella personalità che per la loro attività hanno contribuito alla promozione e alla valorizzazione delle razze da ferma continentali italiane.
Unanime la scelta sulle nomination e sul vincitore. La statua bronzea del maestro Nunzio Bibò raffigurante l’amore corrisposto di un giovine verso il suo cane è andata a Gianercole Mentasti, allevatore e giudice internazionale nonché presidente della Ctc, l’organo tecnico scientifico che collabora con l’Enci per la selezione delle razze canine. Le due nomination all’allevamento Epithelium e all’allevamento dei Sanchi. Davvero tre belle scelte!
La giornata di sabato, lunghissima come non mai, è stata dedicata alla Coppa dei Campioni, alle prove speciali e ai raduni. Di nuovo alla ribalta i cani da cerca. Nei cocker il Cac di Hollywood di Andrea Bini non viene impensierito da nessuno. In classifica anche i cani di Franco Grazioli, Michele Rota, Marco Benvenuti e Angela Francini. C’è voluto invece il barrage negli springer tra Lu della Banda Alata di Andrea Cupini e Gembrother Goldberg di Marco Geminiani, entrambi con il Cac. Vince Geminiani. Qualifiche anche per i soggetti presentati da Katia Pierigie, Massimo Gentili, Andrea Santerini, Mirco Gori, Germano Nessi, Saverio Marini e Simone Licari.
Nelle speciali, vittoria con l’eccellente per Vasia di San Donato, bracco francese di Omar Mariani e per Dora, griffone Korthal di Leonardo Mosti. Nei weimaraner il miglior cane è, con l’eccellente, Nani’s to ber or not to be di Dario Raimondi Cominesi ( Molto buono anche per Marta di Stefano Conti ed Egon di Nardi Patrizia. E’ ancora Tognolo a fare classifica nella speciale bracchi italiani con Agamennone (cac cacit) e Bianca (Eccellente). Negli spinoni cartellino per un giovane soggetto, Varenne del Pratomagno condotto da Marco Nelli che vincerà anche la combinata (bello e bravo) tra speciale e raduno. Per lui il Trofeo del Cisp, che festeggia quest’anno sessant’anni dalla sua fondazione. All’eccellente Ego del Buonvento di Ottavio Mencio e Bico del Brenton di Leonardo Antonielli; Cqn per Smilla del Pratomagno di Enrico Naldi.
Nei raduni pomeridiani i migliori di razza (Bob) sono stati Artù (bracco francese), Brigitte de la Reote (griffone Korthal), Primo dell’Adige (spinone) e Dea (weimaraner). Nei setter irlandesi non si è proceduto alla definizione del migliore di razza.
Siamo dunque alla domenica, giornata epilogo di una kermesse esaltante ma faticosa.
E’ Coppa dei Campioni per i continentali con l’aggiunta di una speciale setter irlandesi vinta con l’eccellente da Est di Benito Calastri davanti a Giobbe di Stefano Lorenzini, sempre con l’eccellente. Nei Continentali italiani, questa volta, ad impensierire Tognolo ci provano Gabriella Pittaro e Tullio Bottani. Il piccolo grande uomo della cinofilia italiana ha deciso di fare man bassa e porta al cacit, dopo verifica, lo spinone Falco di Morghengo. Per Gabriella Pittaro la riserva di cacit per il bracco italiano Ginevra e la soddisfazione di due riserve di cac con altri due bracchi (Atena e Alceo) ed ancora qualifiche con Sauro del Cigliolo, Delor de Ferrabouc Giuditta e Teo. All’eccellente arrivano anche due bracchi: Amleto di Villa Carla di Tullio Bottani e Atos di Leonardo Antonielli. Cqn per Mosè di Cascina Croce, spinone condotto da Tognolo.
Occorreva chiudere in bellezza e ci hanno pensato i continentali esteri. Alla verifica per il cacit si sono presentati in cinque. E’ stato un bel vedere, pieno di emozioni e di sano agonismo. Quattro epagneul breton e un kurzhaar, Graf di Roberto Scarpecci che impressiona la giuria plurima e vince la Coppa dei Campioni. Riserva di cacit per Niki di Fabio Lascialfari. Un bravo e tanti applausi per Emur di San Tommaso di Marco Selmi, Bia del Fiorindo di Moreno Caccialupi e Ful del Cecchetto di Francesco Politini. Prestazioni importanti anche per altri soggetti presentati da Scarpecci e Politini e da Massimo Ronca (ris. Cac con Dixi), Silvano Cantini, Leonardo Mosti e Fabio Falugiani.
Con lo sguardo rivolto verso sempre verso gli impeccabili e preziosissimi delegati della manifestazione (Paolo Andreini e il suo magico computer e Giampiero Borchi ed Elvio Marchetti coadiuvati in segreteria da Leonardo Bertocci), strette di mano e felicitazioni durante le premiazioni alle quali insieme a Logi, Cantini e Ciarafoni hanno partecipato anche Osvaldo Veneziano, presidente dell’Arcicaccia e Alessandro Ferretti, presidente dell’Arcicaccia di Siena. Per i vincitori tanti premi provenienti dai laboratori di cristallo colligiani e i sacchi di mangime della Natur Dog, sponsor della manifestazione. Tra sorrisi e pacche sulle spalle si chiudevano i Master e ci si dava tutti appuntamento all’edizione del 2010.

Nestore Branco

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