Torna all'Hompage

Apertura 2010:

Tra "Scilla e Cariddi"


Questa è la stagione venatoria che si apre nell'anno della biodiversità. La FACE ci invita ad occuparcene con più rispetto dell'ambiente, più uso di cartucce no toxic, più capacità a comprendere le ragioni degli altri che a caccia non vanno. In Italia, di contro, si è avuto, negli ultimi tempi, uno dei "picchi" più alti dell'avversione alla caccia da parte dei media e dei cittadini.
Siamo nel mezzo della legislatura che ha visto "rimbombare" proposte che i "partorienti" sapevano già nate morte avendo contro, in Parlamento, già in partenza "la maggioranza della maggioranza" così come i fatti relativi al famigerato art. 42 della Comunitaria hanno dimostrato. Dovevamo recepire le Direttive Comunitarie. La stupida ingordigia "rimasta insaziata" ci ha portato a farlo nel modo peggiore e sarà dimostrata, purtroppo, dalla incidenza dei nuovi divieti nei calendari venatori di qui ad un paio d'anni. Temiamo, infatti, problemi rispetto alle integrazioni alle norme di salvaguardia introdotte dai ministri "Prestigiacomo/Pecoraro" per i siti di interesse comunitario che l'art. 42 amplia; abbiamo preoccupazione che non arrivino in tempo le linee guida dei Ministeri per applicare le deroghe; siamo preoccupati, inoltre, per il capitolo aperto dalla - sembrerebbe - obbligatorietà di avere la valutazione di incidenza dell'attività venatoria nei siti soprarichiamati.
La battaglia ideologica dei portaborse di politici che sopravvivono di propaganda venatoria - che mentivano sapendo di mentire, che hanno venduto bugie sperando in qualche tessera - ha inviso la caccia ai cittadini e ha "fottuto" i cacciatori italiani. In cambio di una speranza di cinque giorni di caccia a febbraio tutti da conquistare per specie, regole ed eventuali cacciatori che potranno praticarla, pagheremo, per la prima volta dal 1992, il prezzo della restrizione più o meno obbligata di tempi e specie.
Il "mondo venatorio altro" ha costruito l'immaginario mostro e mito di "Scilla" inebriato dal nettare offerto dai politicanti smarrendo così la consapevolezza delle proprie forze e il valore dell'onestà intellettuale.
Ora le modifiche sono legge e vanno applicate evitando che sia la magistratura a disciplinare la caccia e cercando di "limitare" il danno come solo oggi dicono quanti avevano ingannato il milione di doppiette dagli scranni del Parlamento. Questi i risultati dell'"unità della corporazione" un giorno esaltata e subito sconfessata (magari solo il tempo di spostarsi da Arezzo a Roma). Abbiamo perso il conto dei documenti delle proposte di legge, degli appelli e di quanto altro circolato in questi due anni di Legislatura a sostegno delle mostruosità di Scilla. La coscienza sporca, in queste ore, sembra spinga a proporre di tornare al punto di partenza nell'eterno "gioco dell'oca" di cui si compiacciono altre Associazioni venatorie. Ieri ad Arezzo si rivendicava la forza della lobby (i cui risultati abbiamo visto!!!), oggi a Roma si propone di mettere insieme gli agricoltori, gli ambientalisti (forse quelli di comodo?), i cacciatori dopo essere scappati alla responsabilità di trovare una sintesi in nome degli interessi generali. Quegli stessi interessi generali che il Presidente Marini che abbiamo sentito invocare in occasione dell'Assemblea Generale della Coldiretti e che non debbono essere subordinati alle lobby. Il tutto accolto con grandi applausi dall'Assemblea.
Dopo la tempesta, la stampa ha abbassato i riflettori salvo stupide campagne regionali che squalificano "l'etica" dell'arte venatoria per chiedere di sparare ai "baby fagiani" (che l'Umbria, anticipatamente, debba già praticare la secessione venatoria rispetto a Toscana, Lazio, Campania, ecc per far contente certe Associazioni Venatorie che hanno un'idea e una scienza ogni 10 km?).
Occorrerebbe "cogliere" l'occasione che deriva dall'abbassamento dei toni per dimostrare che "Cariddi" (mostro marino) costruito dagli anticaccia è anch'esso frutto della fantasia. Salvo dire fesserie il Parlamento ha votato e chiuso, per questa Legislatura, come abbiamo detto, il capitolo del più tempi e più specie e della libera circolazione con l'art. 42. Se il Governo ci lasciasse un po' in pace e si limitasse a recepire la Direttiva Armi senza inserire ulteriori restrizioni per i cacciatori, potremmo dedicarci a ricostruire condizioni utile per un tavolo del buonsenso fatto da persone serie e affidabili. A premessa occorrerebbe chiudere il tema dell'abolizione dell'art. 842 del Codice Civile, delle proposte di caccia mercantile sul modello francese per riaffermare la gestione sociale partecipata dai cacciatori e dagli altri soggetti e per escludere una prospettiva di cacciatore esclusivamente consumatore che discriminerebbe per censo la categoria. Dove vanno a caccia i più poveri possono andare anche i più ricchi e non viceversa. Contrariamente alle "sirene" di alcune Associazioni venatorie che pensano al modello francese più per interessi di "casta e di apparati" che al bene dei cacciatori. Anche nelle ultime vicende, si è dimostrato di nuovo che le bugie hanno le gambe corte. Dobbiamo sapere, però, che ci sono "bugiardi" che vivono nell'assillo di "riciclarle". Non sanno fare altro. Arriva l'apertura del 2010, arriva con la passione e la speranza della buona caccia italiana; quella maturata, in particolare, in quelle Regioni che oggi sono modello di quanti le denigravano: "toscanizzare" o "emilianizzare" l'Italia è la nuova 157 proposta dai suoi denigratori.
In attesa che l'"onestà intellettuale" si affermi e unisca organicamente e irreversibilmente il mondo venatorio come auspichiamo e, nel contempo, secchi "la vigna dei bugiardi", in attesa che tornino i soldi alle Regioni, in attesa che vengano ben spesi in tutti gli ATC per produrre fauna e ambiente e non per costoso sottogoverno, in attesa che il Parlamento isoli e affronti il tema dei danni all'agricoltura, prepariamoci alla nuova stagione venatoria. Forte e chiaro diciamo grazie ai volontari che hanno gestito, grazie agli agricoltori, grazie ai buoni amministratori e ai politici che non hanno preso in giro e, soprattutto, grazie ai cacciatori italiani che, in giro, non si fanno prendere. E' merito della maggioranza operosa, di buon senso e di buona volontà che esiste, tra gli italiani, se celebreremo le gioie di una nuova stagione venatoria. E' da loro che dobbiamo imparare; è dai fatti che dobbiamo ripartire per migliorare la qualità della biodiversità che può essere anche caccia per aumentare adepti all'arte di Diana ed amici, quelli veri, sinceri di una vita.
Francia e Spagna "purchè se magna", va bene per chi vive alla giornata, non per chi, come noi, crede nella possibilità di offrire una "caccia" utile e produttiva anche alle future generazioni.
Così la caccia ha vinto ieri e può tornare a vincere.


Osvaldo Veneziano


 
 Torna all'Hompage